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Si è spento il Commendatore, Ragioniere Arietto Paletti, figura di spicco e primaria nella storia del mercato immobiliare di Milano. Ne è stato il precursore e la massima espressione.

Mio padre ha iniziato a lavorare da lui negli anni d’oro (i primi anni Settanta). Si presentò a fare un colloquio (era un semplice capo cantiere e quando sentiva i venditori che non distinguevano un serizzo da una palladiana disse: “Voglio fare il venditore”). Il ragioniere lo assunse.

Fin da subito si instaurò un rapporto di grande stima da parte di entrambi e di ammirazione e venerazione da parte di mio padre per quell’uomo serio, severo e austero, che già a quei tempi rappresentava la storia in ambito immobiliare a Milano.
Mio padre nutriva timore e rispetto, erano molto diversi caratterialmente, ma vi posso garantire che per lui il Rag. Paletti è stato un faro e il riferimento assoluto in ambito lavorativo.

Mi ricordo ancora quando, appena finiti i miei studi da geometra, mio padre mi disse che la mattina successiva sarei dovuto andare con lui alla Paletti, per iniziare il mio lavoro da venditore immobiliare. Il mio papà era già uno dei venditori più esperti e anziani, aveva fatto da chioccia a molti, e in quel momento era arrivato il mio turno.

Ricordo ancora quella prima mattina, ero emozionato e spaventato, misi giacca e cravatta forse per la prima volta in vita mia, tanto è vero che non sapevo ancora “farmi il nodo”. Ai tempi era d’obbligo presentarsi adeguatamente vestiti, era una delle prime condizioni.

Quella mattina c’era la solita riunione, a cui presi parte, in cui tutti i venditori intorno ad un tavolo e alla presenza del Ragioniere, dovevano esporre verbalmente il resoconto della settimana nei loro cantieri, preferibilmente estraendo la cartellina contenente la vendita o le vendite concluse.

Io ero al fianco di mio padre, il quale comunicò che da quel giorno lo avrei affiancato, augurandosi di avere il benestare del Ragioniere per poter far sì che io potessi cogliere il privilegio di essere un venditore della Paletti.

Quella mattina avrò proferito sì e no tre parole, ma ricordo bene ancora oggi che dopo la riunione Paletti mi disse nel corridoio che avrei dovuto dimostrare di essere all’altezza di mio padre, anche se la cosa non sarebbe stata affatto semplice. Molti sarebbero rimasti schiacciati da una tale affermazione, ma io la colsi come uno sprone a far bene e una promessa che dovetti fare sia a mio padre sia al Rag. Paletti.

Mio padre mi ha sempre detto che tutto era stato reso possibile dal Paletti e che per lui si sarebbe anche buttato nel Naviglio.

Poi ci fu un periodo in cui non si capirono su una cosa e decisero di allontanarsi, ma vi posso garantire che quando mio padre pronunciava il nome Arietto Paletti il rispetto, la venerazione e l’ammirazione nei suoi confronti non erano certo cambiati.

Qualche anno fa ebbi il privilegio di incontrare di nuovo quella figura storica e il giorno prima ero emozionato come un ragazzino all’idea di quell’incontro.

Mi sedetti di fronte a lui che, quasi a novant’anni, emanava ancora tutto il suo carisma, per me fu ancora come quel primo giorno, ne ero onorato, la sua eleganza e il suo fascino erano rimasti immutati e io ne avevo un grandissimo rispetto.

L’emozione di quando ero ragazzino era rimasta intatta, ma aumentò ulteriormente quando il Rag. Paletti si complimentò e mi disse che era felice perché ero diventato un imprenditore immobiliare di successo.

Pochi giorni dopo quell’incontro, ebbi il privilegio di essere invitato alla cena di gala in centro per i suoi 90 anni, evento che ricordo ancora oggi con grande emozione, anche perché ritenni fosse il gesto per onorare anche e soprattutto il valore e la memoria di mio padre con la mia presenza in quella importante ricorrenza.

Grazie, con tutto il cuore Arietto Paletti, lei è stato per mio padre e per me un esempio. Sono onorato così come il mio papà di avere avuto il privilegio di lavorare con lei e sono certo che lui le avrebbe dedicato le stesse parole che scrivo io oggi.

La Famiglia Galli Guido  le deve tantissimo e io conserverò sempre nel cuore il privilegio di averla conosciuta e le mando un virtuale abbraccio e un ultimo, commosso saluto.

Grazie di cuore Arietto Paletti.

Guido e Mirko Galli

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